Strumenti e metodi per rendere facili anche le imprese più difficili

Per superare gli urti della vita non serve un Fisico Bestiale ma la Flessibilità del Giunco.

Published by

on

In meccanica la resilienza è la capacità di resistere agli urti senza subire deformazioni permanenti, in psicologia è un aspetto caratteriale che permette a un individuo non solo di affrontare le sfide, ma anche di crescere e migliorare dopo averle afrontate e superate.

E’ una vita difficile…felicità a tratti

Chi non ha mai sperimentato dei momenti, più o meno lunghi, in cui sembra che tutto è difficile, gli eventi sono quasi sempre sfavorevoli ed ogni tentativo di uscire da situazioni difficili sono vanificati da cause che non dipendono da noi.

Questo è normale, la vita è costellata da difficoltà in tutti gli ambiti: lavoro, sfera privata e familiare. Occorre essere consapevoli di questo e non pensare che siano solo successi, ricchezza e serenità (qualcuno ha detto: “… la vita è come la scaletta di un pollaio…corta e piena di ca..a!“).

Affrontare gli ostacoli richiede strumenti, consapevolezza di sé e forza interiore.

In questo articolo alcune considerazioni, derivanti anche dalla mia personale esperienza di vita, riguardo le modalità con cui reagire agli “urti della vita” e come la resilienza è una caratteristica fondamentale in queste situazioni.

Ci vuole un fisico bestiale
per resistere agli urti della vita
a quel che leggi sul giornale e certe volte anche alla sfiga
.

Ci vuole un fisico bestiale sai, speciale sai
anche per bere e per fumare, fumare sai

(Ci vuole un fisico bestiale di Luca Carboni – dall’album Carboni 1993)

Ci vuole un fisico bestiale?

Abbiamo già detto che nessuno può vantare una vita esente da traumi, sfortune, disgrazie o contrarietà. La vera differenza sta nella capacità di affrontare queste sfide e nell’abilità di emergere rafforzati.

La perdita improvvisa e inaspettata di una persona cara crea un vuoto affettivo difficile da colmare, accompagnato da interrogativi irrisolti sul senso della vita e della morte.

Un ambiente lavorativo tossico può rappresentare un terreno fertile per ingiuste vessazioni, penalizzazioni basate su preconcetti o semplicemente perché si sceglie di non sottostare a una cattiva leadership. Questa situazione può soffocare lo spirito, rendendo l’individuo prigioniero di un contesto che sembra non offrire vie d’uscita.

Un incidente grave o l’esperienza di atti di violenza, sia fisica che psicologica, costituiscono un colpo diretto alla nostra sicurezza personale e alla nostra capacità di reazione. L’impatto di tali eventi non si limita solo al livello fisico, ma si estende profondamente nel tessuto emotivo e psicologico. La sicurezza viene compromessa, lasciando dietro di sé un senso di vulnerabilità che può persistere a lungo. Le ferite invisibili della mente, spesso trascurate e sottovalutate, possono minare la fiducia in se stessi e negli altri, compromettendo la capacità di reagire in modo sano e costruttivo.

La sensazione di essere intrappolati in un presente negativo può avere effetti devastanti sulla salute mentale e sulla qualità della vita. Affrontare queste situazioni richiede non solo forza interiore o la vicinanza affettiva di amici e parenti, ma anche la consapevolezza di dover cercare soluzioni e percorsi alternativi, spesso necessari per recuperare il benessere e la libertà personale.

Il processo di recupero da incidenti traumatici o da atti di violenza richiede tempo, sostegno e, talvolta, l’intervento di professionisti della salute mentale. Affrontare le conseguenze di tali esperienze implica non solo la guarigione fisica, ma anche la ricostruzione della forza interiore necessaria per superare i timori e le paure che si sono radicati profondamente. La consapevolezza della propria resilienza e la ricerca di supporto possono essere passi cruciali verso il rafforzamento della sicurezza personale e la riappropriazione della capacità di reagire in modo positivo di fronte alle avversità.

Come reagire: due modi per superare i momenti difficili.

In genere, di fronte a un “urto della vita”, una persona si trova ad un bivio: reagire passivamente o attivamente.

La scelta tra questi due approcci determina non solo la gestione dell’evento negativo, ma anche l’impatto sulla propria vita e il benessere psicologico.

Una persona che abbraccia una reazione passiva tende ad affrontare l’evento con una sensazione di impotenza. In questa modalità, il soggetto è incline a cadere in uno stato depressivo, sperimentando sentimenti di frustrazione profonda.

Una persona che abbraccia una reazione passiva tende a cadere in uno stato depressivo, sperimentando sentimenti di frustrazione profonda.

Questa persona si chiude in sé stessa, immergendosi in un ciclo incessante di riflessioni negative e sviluppa un cinismo nei confronti degli altri, inclusi coloro che le sono più vicini. Le conseguenze di questo approccio passivo si manifestano in una spirale discendente di atteggiamenti e sentimenti, confermando le paure, le insicurezze e alimentando una visione pessimistica della propria esistenza e del futuro. Il risultato può essere un isolamento profondo e la rinuncia a una vita appagante, con il rischio di una sopravvivenza priva di significato.

Chi adotta invece una reazione attiva, anche se colpito duramente, cerca di rispondere alle difficoltà in modo costruttivo. È importante sottolineare che reagire attivamente non implica necessariamente la possibilità di restituire il male subito, poiché le circostanze potrebbero non consentirlo.

Chi adotta una reazione attiva, anche se colpito duramente, cerca di rispondere alle difficoltà in modo costruttivo.

Tuttavia, la persona orientata all’azione cerca di assorbire il colpo, razionalizzando le circostanze e cercando di comprendere le motivazioni dell’altro, anche se non necessariamente condivise. Questo individuo si impegna attivamente nel processo di recupero, lavorando per ristrutturare sé stesso e le parti danneggiate della sua vita. È una via che richiede forza interiore, ma che può portare a una rinascita e a una visione più ottimistica del futuro.

Per aspera ad Astra,
Le asperità conducono alle Stelle.
Un antico detto, cinese o tibetano, forse arabo-siciliano, dice così:

Caliti junku ‘ca passa la China,
Caliti junku, da sira ‘a matina

(Caliti junku  di Franco Battiato, tratta dall’album Apriti Sesamo -2012)

Le Tappe della Reazione

Reagire ad un evento sfortunato o a una situazione difficile richiede un approccio attivo e consapevole. Le tappe fondamentali di questo processo sono cruciali per restaurare sé stessi in modo efficace e costruttivo.

1. Assorbire il Colpo

la prima fase consiste nell’assorbire il colpo, flettersi sotto la pressione e non resistere in modo rigido. Questo implica accettare la perdita o l’impossibilità di trovare una risposta immediata alla minaccia subita. Accettare la realtà delle circostanze è il punto di partenza per affrontare con saggezza la situazione.

Accettare la realtà delle circostanze è il punto di partenza per affrontare con saggezza la situazione.

2. Razionalizzare

Assorbito il colpo, è essenziale analizzare in modo razionale la situazione. Indagare l’origine dell’evento negativo, separare le cause dagli effetti. Cercare di comprendere i meccanismi mentali dell’altro, di chi ci ha in qualche modo feriti, anche se non se ne condividono le azioni. Questa analisi dà chiarezza e contribusce da elaborare una risposta costruttiva.

Analizzare in modo razionale la situazione. Indagare l’origine dell’evento negativo, separare le cause dagli effetti.

3. Comprendere l’Impatto

Una parte cruciale del percorso di restauro di se stessi è la comprensione dell’impatto dell’evento sulla propria esistenza. Questo comprende valutare le conseguenze immediate e a lungo termine sulla vita privata, affettiva e professionale. Identificare chiaramente gli effetti dell’evento aiuta a stabilire priorità e a concentrarsi su aspetti specifici che richiedono attenzione.

Valutare le conseguenze immediate e a lungo termine sulla vita privata, affettiva e professionale

4. Reagire e Ristrutturare

La reazione non implica una guerra al mondo, bensì un processo di ristrutturazione di sé stessi. Rimanere resilienti significa mettere insieme le parti della propria vita che sono state danneggiate, trasformandole in punti di forza invece che di vulnerabilità. Questo processo richiede tempo, impegno e la volontà di affrontare le sfide con determinazione.

Rimanere resilienti significa mettere insieme le parti della propria vita che sono state danneggiate, trasformandole in punti di forza invece che di vulnerabilità.

Restaurare Sé Stessi – Aspetti Chiave

Di seguito alcuni consigli su come prepararsi ad affrontare la vita ed i suoi risvolti meno felici.

Gestite l’emotività

Mantenere un equilibrio emotivo stabile è cruciale. Evitare di farsi trascinare da sentimenti di rabbia e non coltivare l’impulso vendicativo. Coltivare pensieri negativi serve solo a consumare tante energie fisiche e mentali e ci toglie le risorse da dedicare a noi stessi. La pazienza è essenziale. Il tempo è galantuomo, e vedrete che alla fine arriverà la giustizia ed il riconoscimento dei meriti.

Fatevi trovare preparati

La preparazione è una componente essenziale del restauro personale. Occorre aggiornarsi per essere al passo con i cambiamenti sociali e tecnologici, bisogna prepararsi fisicamente e mentalmente, con una pratica regolare di attività fisica e di meditazione, è importante perfezionare le competenze con lo studio, ampliare le basi culturali – anche in ambiti non strettamente correlati al nostro lavoro – lavorare sulla professionalità rafforzando competenze ed esperienze.

Filtrate i Rapporti

Circondarsi solo di persone positive è un atto di auto-conservazione. Evitare chi trasmette negatività e frustrazioni permette di preservare un ambiente emotivo sano e costruttivo. Non vi fate zavorrare da pessimisti e polemici, ma circondatevi di persone motivate ed ottimiste.

Tenete un Diario Personale

Un diario personale può essere lo sfogo per i pensieri negativi. Non pensate ad un opera letteraria, basta scrivere liberamente i pensieri così come vi vengono, così da scaricare le tensioni ed evitare che pensieri nocivi si radichino nella mente. Personalmente adotto il mind mapping, per sviluppare l’analisi delle situazioni e dei miei pensieri.

Mantenete ordine nella vita

Mantenere l’ordine esterno è un riflesso dell’ordine interiore. Curare l’ambiente in cui si vive contribuisce a mantenere uno sguardo ottimista e a promuovere una vita più appagante. Fate in modo che ci sia un posto per ogni cosa e ogni cosa sia al suo posto. Questo vi aiuterà a mettere ordine nei vostri pensieri, a tenere agganciata la mente a fatti reali e a non divagare o perdersi in elucubrazioni che inevitabilmente tendono ad ingigantire soprattutto i pensieri negativi.

In conclusione,

La vita ci presenta inevitabilmente delle sfide, delusioni ed in qualche caso anche dolori profondi. Per affrontare tutto questo è necessario prepararsi a livello emotivo, fisico, mentale e culturale. L’analisi, la consapevolezza e la capacità di agire in modo strategico sono fondamentali. Investire in noi stessi e nelle nostre relazioni, possono trasformare le avversità in trampolini di lancio verso un futuro migliore. Ognuno di noi è unico e prezioso, e la nostra capacità di superare le difficoltà è strettamente legata alla nostra preparazione.


Scopri di più da The Smart Manager

Abbonati per ricevere gli ultimi articoli inviati alla tua e-mail.

Lascia un commento

Scopri di più da The Smart Manager

Abbonati ora per continuare a leggere e avere accesso all'archivio completo.

Continua a leggere