Il mercato energetico italiano, liberalizzato da oltre un ventennio, si caratterizza per una situazione di dualismo tra mercato libero e mercato tutelato in via di risoluzione, ed una importante dipendenza dalle importazioni. L’Italia, consapevole delle sfide ambientali, sta progressivamente puntando alla decarbonizzazione del settore industriale, ma la sicurezza energetica rimane una priorità, insieme alla stabilità dei prezzi. Il Paese, inoltre, sta esplorando soluzioni per aumentare la produzione interna di energia rinnovabile e ridurre la dipendenza dai combustibili fossili, per un approvvigionamento sostenibile e competitivo nel contesto globale.
La liberalizzazione e il dualismo
Il mercato italiano è integrato con i mercati europei dell’energia. Ciò consente lo scambio di energia elettrica e gas naturale tra i diversi paesi.
Il mercato energetico italiano è stato liberalizzato a partire dal 1999, aprendo la concorrenza alla vendita di energia elettrica e gas naturale.
Il mercato è diviso in due segmenti:
- Maggior tutela: per i clienti domestici e le piccole imprese che non hanno ancora scelto un fornitore libero. I prezzi sono stabiliti dall’Autorità per l’energia, le reti e l’ambiente (ARERA).
- Mercato libero: per i clienti che hanno scelto un fornitore libero. I prezzi sono stabiliti dai fornitori in base alle condizioni di mercato.

Caratteristiche dei mercati dell’elettricità e del gas in Italia.
Mercato dell’energia elettrica
Secondo un recente studio della Camera dei Deputati, basato su un rapporto del 2021 della Commissione europea, sulle barriere al mercato dell’energia al dettaglio, (“European barriers in retail energy markets” in cui veniva svolto un confronto tra i mercati retail di 30 paesi) l’Italia è annoverata tra i paesi in cui la regolazione tariffaria era moderatamente preclusiva del mercato libero.
Considerati i molteplici indicatori, tuttavia, il livello delle barriere al mercato retail dell’energia elettrica in Italia risultava di poco inferiore alla media dei paesi considerati.
In termini assoluti, in Italia i maggiori ostacoli risultano derivare principalmente:
- dal vantaggio competitivo goduto dalle imprese verticalmente integrate
- dalla rigidità delle regole sulla separazione tra distributori e venditori;
- dalla scarsa comparabilità delle offerte, misurata sulla base delle valutazioni espresse dai consumatori e da siti di comparazione
Al contempo però la Commissione riscontrava l’assenza di ostacoli autorizzativi all’ingresso di nuovi operatori nel mercato retail dell’energia elettrica.
Rispetto gli altri paesi europei risultano, inoltre, più basse le voci tariffarie non legate alla componente energia (es.:imposte e costi di rete) come prevedibili ostacoli all’apertura del mercato retail.
L’evoluzione del mercato libero dell’energia elettrica e le norme per il superamento del regime dei prezzi, regolati a partire dalla legge 4 agosto 2017 n. 124 (Legge annuale per il mercato e la concorrenza), ha previsto la cessazione del regime dei prezzi regolati per gli utenti finali e le imprese connesse in bassa tensione con meno di 50 dipendenti e un fatturato annuo non superiore ai 10 milioni di euro che non scelgano un fornitore sul mercato libero.
Il regime di “servizio di maggior tutela” prevede che il servizio elettrico sia erogato dall’impresa di distribuzione, anche attraverso apposite società di vendita, ma che la funzione di approvvigionamento sia svolta dall’Acquirente Unico Spa.
Nel 2023 sono passate al mercato libero il 76,2% delle utenze in bassa tensione. Il completamento della liberalizzazione, essendo un impegno di riforma previsto dal PNRR è un obiettivo strategico la Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica per il 2024.

Mercato del Gas
Il mercato del gas in Italia evidenzia che l’offerta proviene dalla materia importata sia tramite tubo che tramite nave, cui si affianca, anche se in misura residuale, la produzione nazionale (a tal proposito si rimanda al post sull’ Approvvigionamento Energetico).
Il processo di liberalizzazione del mercato del gas è iniziato nel 2003. Esso prevede che le società di distribuzione abbiano solo il compito di portare il gas fino all’utenza.
In Italia sono presenti diverse società di vendita (fornitori), che offrono tariffe differenti ai propri clienti ma sempre comprese tra valori, definiti dal mercato internazionale e dall’Autorità per l’Energia.
I fornitori, a loro volta, acquistano il gas dai così detti shipper, ossia società di vendita all’ingrosso, a prezzi differenti a seconda dei periodi e dei costi di mercato.
La filiera dei fornitori di GAS (metano) garantiscono l’acquisto della materia solo ai clienti domestici, agli uffici o ai piccoli esercizi commerciali. Le grandi industrie e le centrali termoelettriche acquistano invece il gas direttamente dai venditori all’ingrosso.

Gli operatori sul mercato energetico in Italia
Nel 2023, i fornitori di energia elettrica attivi sul mercato libero in Italia erano oltre 611 per i clienti domestici e 623 per gli altri clienti in bassa tensione. La loro operatività sul territorio non è uniforme, ma vi è una concentrazione di operatori soprattutto nelle grandi città. Nelle province con meno operatori attivi, se ne contano comunque di regola tra i 100 e i 200.
Distribuzione dei venditori nel mercato elettrico nazionale al 2022
Milano è la città con il più alto numero di controparti commerciali sia per i clienti domestici (368) che per gli altri clienti in bassa tensione (354). La provincia con il minor numero di controparti commerciali per i clienti domestici è Enna (152 operatori attivi) per i clienti domestici e Crotone (99) per gli altri utenti in bassa tensione.

Per la presenza di venditori di energia elettrica per clienti domestici e non in bassa tensione – BT per provincia vedere ARERA dati e statistiche.
I fattori di rilievo che emergono dall’analisi del mercato dell’energia evidenziano:
- Dominio di Enel quale principale operatore nel mercato elettrico e del gas naturale, con una quota di mercato di circa il 40% delle quote di mercato, nel 2021, dei fornitori nel mercato tutela e libero dei clienti domestici.
- Dipendenza dalle importazioni: l’Italia dipende in gran parte dalle importazioni di fonti fossili per soddisfare il suo fabbisogno energetico.
- Crescita delle rinnovabili: La produzione di energia da fonti rinnovabili è in forte crescita negli ultimi anni. In Italia, il mercato energetico a livello di distribuzione per privati e imprese è aperto alla concorrenza.

I principali operatori del mercato energetico italiano a livello di distribuzione per privati e imprese sono:
- Enel Distribuzione: la società di distribuzione elettrica del gruppo Enel, che opera in tutto il territorio nazionale.
- E-Distribuzione: la società di distribuzione elettrica del gruppo Enel, che opera in alcune aree del paese.
- Italgas: la società di distribuzione del gas naturale più grande in Italia, che opera in tutto il territorio nazionale.
- 2i Rete Gas: la seconda società di distribuzione del gas naturale in Italia, che opera in alcune aree del paese.
- A2A Energia: società multiservizi che opera nel settore della distribuzione di energia elettrica e gas naturale in alcune aree del paese.
Oltre a questi operatori, ci sono anche diversi altri operatori minori che operano a livello locale.

I clienti finali possono scegliere liberamente il loro fornitore di energia elettrica e gas naturale.
La scelta del fornitore può essere basata su diversi fattori, come il prezzo dell’energia, la qualità del servizio e le offerte commerciali.
E’ importante confrontare le offerte dei diversi operatori prima di scegliere il fornitore più adatto alle proprie esigenze. Ecco alcuni link utili per saperne di più sugli operatori del mercato energetico italiano:
- ARERA – Autorità di Regolazione per Energia Reti e Ambiente: https://www.arera.it/
- Portale Offerte Luce e Gas: [URL non valido rimosso]
- Selectra: [URL non valido rimosso]
Inoltre, è possibile rivolgersi a un consulente energetico per ricevere supporto nella scelta del fornitore di energia elettrica e gas naturale.
Le sfide e le opportunità del mercato energetico.
Le principali sfide del mercato dell’energia riguardano la decarbonizzazione e la sicurezza energetica.
Decarbonizzazione.
L’Italia si è impegnata a raggiungere la neutralità climatica entro il 2050.
Secondo il rapporto di Italy4Change del 2021, l’industria è il primo settore per emissioni in Italia, nel 2019 ha generato153 milioni di tonnellate di CO2eq, oltre un terzo del totale nazionale.
Vi è stato un decremento delle emissioni industriali negli ultimi 30 anni (36%), a causa del calo della produzione industriale e in parte grazie al miglioramento del mix energetico e ai progressi nell’efficienza energetica (-28% di consumi e +40% di elettrificazione).
Gli edifici residenziali, commerciali e dei servizi, sono il secondo settore per emissioni in Italia, con 110 milioni di tonnellate di CO2eq nel 2019 (-11% rispetto al 1990). Sono il settore che consuma più energia (49 milioni di tep, il 44% del totale nazionale) e quello con la quota di rinnovabili più alta (28% dei consumi totali).
I trasporti sono il terzo settore in Italia sia per emissioni (109 milioni di tonnellate di CO2eq) che per consumi di energia (36 milioni di tep).
I progressi di decarbonizzazione del settore sono molto scarsi. In Italia dal 1990 al 2019 sono cresciute sia le emissioni che i consumi.
L’agricoltura è responsabile del 9% delle emissioni nazionali, con 39 milioni di tonnellate di CO2eq nel 2019, ridotte del 17% rispetto al 1990, grazie soprattutto al calo delle emissioni di metano di origine non energetica (dagli allevamenti, dall’uso del suolo, etc.).

Focus generazione elettrica: le emissioni di CO2 derivanti al consumo di 1 kWh si sono quasi dimezzate dal 1990 al 2019, grazie alla forte crescita delle fonti rinnovabili elettriche (che nel 2019 hanno coperto il 39% del fabbisogno nazionale) e al miglioramento del mix fossile (meno carbone e meno petroliferi, più gas). Grazie all’elettrificazione dei consumi di energia, che ha raggiunto il 23%, la progressiva decarbonizzazione della generazione elettrica ha permesso di evitare nel solo 2019 circa 50 milioni di tonnellate di gas serra.
Il percorso verso la decarbonizzazione è recentemente diventato un obiettivo strategico europeo. Il Green Deal Europeo infatti è un pacchetto di iniziative strategiche che mira ad avviare l’UE sulla strada di una transizione verde, con l’obiettivo ultimo di raggiungere la neutralità climatica entro il 2050. Il tutto mantenendo i livelli di equità e prosperità di un’economia moderna e competitiva.
Sicurezza energetica e contenimento dei prezzi.
La guerra in Ucraina ha evidenziato la necessità di ridurre la dipendenza dalle importazioni di gas russo. La causa invece della brusca oscillazione dei prezzi dell’energia negli ultimi anni è dovuta a diversi fattori, i processo di reindustrializzazione, dopo oltre trent’anni di delocalizzazione, la ripresa economica post-pandemia e la stessa guerra in Ucraina
Tra i beni energetici, le quotazioni del gas sono quelle che hanno subito le maggiori oscillazioni. Le misure urgenti adottate in sede europea e nazionale per rafforzare la sicurezza degli approvvigionamenti, diversificare la provenienza di gas importato, in modo da spezzare la dipendenza dal gas russo, assicurare un elevato riempimento degli stoccaggi, aumentare la capacità di rigassificazione, hanno svolto un ruolo essenziale ai fini di un ridimensionamento del fenomeno.
La risposta italiana alla crisi si è mossa in sinergia con le iniziative e le misure prese in sede UE ed è consistita in misure volte a:
- assicurare un elevato riempimento degli stoccaggi
- diversificare la provenienza del gas importato
- aumentare la capacità di rigassificazione
- potenziare la produzione interna
- ridurre i consumi di gas e di energia elettrica.
Interventi governativi
I governi italiani hanno adottato diverse misure per mitigare l’impatto dell’aumento dei prezzi dell’energia, come il taglio delle accise e il bonus bollette. I bonus attualmente vigenti sono diretti a contemperare il costo della bolletta energetica sostenuto da clienti finali domestici in condizione di disagio fisico o da clienti finali domestici in condizione di disagio economico.
Non vengono corrisposte somme al beneficiario, ma gli importi del bonus vengono compensati nella bolletta. l bonus per il disagio economico è riconosciuto sia per la bolletta del gas, che dell’energia elettrica ed è ancorato a limiti reddituali.
Il governo ha previsto la possibilità di concedere garanzie, e sostegni alle imprese (soprattutto quelle energivore) in conformità alla normativa europea in tema di aiuti di Stato, che per effetto del caro prezzi dell’energia.
Altre fonti per ricerche ed approfondimenti:
- Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica – MASE: https://www.mase.gov.it/
- Autorità per l’energia, le reti e l’ambiente – ARERA: https://www.arera.it/it
- Gestore dei Servizi Energetici – GSE: https://www.gse.it/
- Terna: https://www.terna.it/it
- Snam: https://www.snam.it/it
Differenze tra il mercato dell’energia per le Imprese e per i Cittadini
I Prezzi, le Offerte ed i Servizi di Tutela
- Privati cittadini: I prezzi dell’energia per i privati cittadini sono generalmente più alti rispetto a quelli per le imprese. Questo perché i privati cittadini hanno un minor potere contrattuale e sono spesso soggetti a tariffe regolate dall’Autorità per l’energia, le reti e l’ambiente (ARERA). Le offerte di energia per i privati cittadini sono spesso più semplici e standardizzate.
- Privati cittadini: I servizi di assistenza per i privati cittadini sono spesso più semplici e limitati. Le offerte di energia per i privati cittadini sono spesso più semplici e standardizzate. I privati cittadini sono tutelati da una serie di norme e regolamenti che garantiscono la loro sicurezza e il loro diritto di scelta.
- Imprese: Le imprese possono negoziare i prezzi dell’energia con i fornitori, ottenendo spesso sconti e condizioni migliori. Inoltre, le imprese possono accedere al mercato libero dell’energia, dove i prezzi sono generalmente più bassi rispetto al mercato tutelato. Le offerte di energia per le imprese sono spesso più complesse e personalizzabili, in base alle esigenze specifiche di ogni azienda.
- Imprese: Le imprese possono accedere a servizi di assistenza più completi e personalizzati, come la consulenza energetica e la gestione dei consumi. Le imprese sono generalmente meno tutelate rispetto ai privati cittadini, in quanto sono considerate soggetti economici in grado di auto-tutelarsi.

Differenze del mercato energetico per le imprese tra nord, centro e sud Italia
Prezzi
- Nord: I prezzi dell’energia tendono ad essere più bassi rispetto al Centro e Sud Italia, grazie alla maggiore concorrenza e alla presenza di infrastrutture più efficienti.
- Centro: I prezzi dell’energia sono generalmente in linea con la media nazionale.
- Sud: I prezzi dell’energia tendono ad essere più alti rispetto al Nord e Centro Italia, a causa della minore concorrenza e della carenza di infrastrutture.
Offerte
- Nord: Le imprese del Nord hanno accesso a una maggiore varietà di offerte e fornitori, con la possibilità di scegliere tra diverse opzioni in base alle loro esigenze.
- Centro: Le imprese del Centro hanno accesso a un numero minore di offerte e fornitori rispetto al Nord, ma comunque con la possibilità di trovare soluzioni competitive.
- Sud: Le imprese del Sud hanno accesso a un numero ancora più limitato di offerte e fornitori, con difficoltà nel trovare soluzioni convenienti.
Servizi
- Nord: Le imprese del Nord possono accedere a servizi di assistenza più completi e personalizzati, come la consulenza energetica e la gestione dei consumi.
- Centro: Le imprese del Centro possono accedere a servizi di assistenza di buon livello, ma con una minore varietà rispetto al Nord.
- Sud: Le imprese del Sud possono avere difficoltà a trovare servizi di assistenza adeguati alle loro esigenze.
Infrastrutture
- Nord: Il Nord Italia ha una rete di infrastrutture energetiche più sviluppata e efficiente rispetto al Centro e Sud Italia.
- Centro: Il Centro Italia ha una rete di infrastrutture energetiche in fase di sviluppo, con alcune aree ancora carenti.
- Sud: Il Sud Italia ha una rete di infrastrutture energetiche meno sviluppata rispetto al Nord e Centro Italia, con carenze in termini di capacità di trasporto e distribuzione.
Competenze
- Nord: Il Nord Italia ha un livello di competenze nel settore energetico più elevato rispetto al Centro e Sud Italia.
- Centro: Il Centro Italia ha un livello di competenze in crescita, ma ancora inferiore al Nord Italia.
- Sud: Il Sud Italia ha un livello di competenze nel settore energetico che necessita di essere sviluppato.

Fatturazione
• Privati cittadini: Le fatture dell’energia per i privati cittadini sono generalmente più semplici e comprensibili.
• Imprese: Le fatture dell’energia per le imprese sono spesso più complesse e articolate, in quanto possono includere diversi costi e oneri.
In generale, il mercato energetico per le imprese è più competitivo e sviluppato nel Nord Italia rispetto al Centro e Sud Italia.
Le imprese del Sud possono avere difficoltà a trovare prezzi competitivi, offerte adeguate e servizi di assistenza efficienti.
I governi hanno adottato, nel tempo, diverse misure per ridurre le disparità tra le diverse aree del paese, come gli investimenti in infrastrutture e lo sviluppo delle competenze. Ma il percorso è ancora lungo e, come si vede, resta ancora rilevante la disparità tra le varie aree del paese, anche nel settore energetico.
I consumi energetici possono variare in base a diversi fattori, come il clima, l’andamento economico e l’efficienza energetica degli edifici e dei processi industriali.
Per un’analisi più dettagliata del consumo energetico di cittadine ed imprese in Italia, è possibile consultare i rapporti e le pubblicazioni degli enti sopra citati. ENEA e ASFOR mettono a disposizione anche strumenti e database online per la consultazione dei dati sui consumi energetici.
I consumi energetici di cittadini ed imprese
Cittadini – Rapporto ENEA 2023 sull’Efficienza Energetica.
Nel 2022, il consumo energetico del settore residenziale è stato di 27,9 Mtep (milioni di tonnellate equivalenti di petrolio), pari al 32% del consumo energetico nazionale.
- Il riscaldamento rappresenta la voce principale del consumo energetico residenziale (73%).
- L’elettricità rappresenta il 27% del consumo energetico residenziale.
Il rapporto evidenzia un calo del consumo energetico residenziale del 2,5% rispetto al 2021.
Per l’Osservatorio ASFOR: nel 2022, il consumo di energia elettrica nel settore residenziale è stato di 49,5 TWh (terawattora). Il consumo di gas naturale nel settore residenziale è stato di 27,3 miliardi di metri cubi.
Imprese – Rapporto ENEA 2023 sull’Efficienza Energetica
Nel 2022, il consumo energetico del settore industriale è stato di 22,2 Mtep, pari al 25% del consumo energetico nazionale.
Le industrie energivore (quelle con un consumo energetico superiore a 1 GWh/anno) hanno consumato 10,7 Mtep, pari al 48% del consumo energetico industriale.
Il rapporto evidenzia un calo del consumo energetico industriale del 3,1% rispetto al 2021.
Per il Ministero dello Sviluppo Economico nel 2022, il consumo di energia elettrica nel settore industriale è stato di 83,5 TWh. Il consumo di gas naturale nel settore industriale è stato di 46,7 miliardi di metri cubi.
Fonti attendibili:
- ENEA – Agenzia nazionale per le nuove tecnologie, l’energia e lo sviluppo economico sostenibile: https://www.enea.pl/en
- ASFOR – Associazione delle società fornitrici di energia elettrica: https://www.asfor.it/it/
- Ministero dello Sviluppo Economico: https://www.mimit.gov.it/it/
Altri dati utili:
- Eurostat – Ufficio statistico dell’Unione Europea: https://ec.europa.eu/eurostat
- IEA – Agenzia Internazionale dell’Energia: https://www.iea.org/
Nota: I dati sopra riportati si riferiscono all’anno 2022.
Le differenze di consumi nel settore delle Imprese.
Nel settore delle imprese è possibile fare una differenza tra i consumi energetici delle imprese manifatturiere e quelle di servizi.
Imprese manifatturiere:
- Le imprese manifatturiere sono quelle che trasformano materie prime e semilavorati in prodotti finiti.
- I consumi energetici in questo settore sono principalmente dovuti all’utilizzo di macchinari e impianti per la produzione, al riscaldamento e al raffreddamento degli stabilimenti, e all’illuminazione.
- Le principali fonti di energia utilizzate sono l’elettricità, il gas naturale, il gasolio e il GPL.
- I consumi energetici variano in base al tipo di industria, al livello di tecnologia utilizzato e all’intensità energetica dei processi produttivi.
Imprese di servizi
- Le imprese di servizi forniscono servizi alle persone o ad altre imprese.
- I consumi energetici in questo settore sono principalmente dovuti all’utilizzo di computer, sistemi di comunicazione, climatizzazione degli uffici e illuminazione.
- Le principali fonti di energia utilizzate sono l’elettricità e il gas naturale.
- I consumi energetici variano in base al tipo di servizio fornito, al numero di dipendenti e alla superficie degli uffici.
In generale, le imprese manifatturiere tendono ad avere un consumo energetico più elevato rispetto alle imprese di servizi. Ciò è dovuto al fatto che i processi produttivi manifatturieri richiedono in genere più energia rispetto alle attività svolte dalle imprese di servizi.
Occorre notare che vi è una grande variabilità di consumi energetici all’interno di entrambi i settori. Alcune imprese manifatturiere possono avere consumi energetici inferiori a quelli di alcune imprese di servizi.
Ciò dipende da una serie di fattori, tra cui il tipo di attività svolta, l’efficienza energetica dei processi e delle tecnologie utilizzate, e le dimensioni dell’impresa.
Esistono diversi studi e report che forniscono dati e analisi sui consumi energetici delle imprese manifatturiere e di servizi in Italia.
Alcune fonti utili di informazioni sono
- ENEA – Agenzia nazionale per le nuove tecnologie, l’energia e lo sviluppo economico sostenibile: [URL non valido rimosso]
- Ministero dello Sviluppo Economico: [URL non valido rimosso]
- GSE – Gestore dei Servizi Energetici: [URL non valido rimosso]
L’analisi dei consumi energetici delle imprese è importante per identificare le aree di inefficienza e per mettere in atto misure di efficientamento energetico che possono portare a una riduzione dei costi e delle emissioni di gas serra.
Le imprese più energivore e la loro distribuzione
Settore manifatturiero
Le imprese manifatturiere più energivore in Italia sono quelle che appartengono ai seguenti settori:
- Produzione di metalli: siderurgia, alluminio, rame
- Produzione di prodotti chimici: fertilizzanti, cloro, soda caustica
- Produzione di carta e cartone: carta da giornale, cartone per imballaggi
- Produzione di cemento e vetro: cemento, vetro piano, vetro cavo
- Raffinerie di petrolio: produzione di benzina, gasolio, cherosene
Queste imprese sono distribuite sul territorio nazionale in modo non uniforme. La maggior parte di esse si trova nelle regioni del Nord Italia, in particolare in Lombardia, Veneto, Emilia-Romagna e Piemonte.
Imprese energivore nel settore dei servizi
Le imprese di servizi più energivore in Italia sono quelle che appartengono ai seguenti settori:
- Data center: centri di elaborazione dati
- Trasporti: compagnie aeree, compagnie di navigazione, ferrovie
- Ospedali: ricoveri, cliniche, ambulatori
- Alberghi: hotel, ristoranti, bar
- Grande distribuzione organizzata: supermercati, ipermercati, centri commerciali
Queste imprese sono distribuite sul territorio nazionale in modo più uniforme rispetto alle imprese manifatturiere. Tuttavia, si concentra una maggiore densità di imprese energivore nelle grandi città e nelle zone turistiche.
Efficientamento energetico
Le imprese energivore sono un importante target per le politiche di efficientamento energetico. L’adozione di tecnologie e di sistemi di gestione dell’energia può portare a una riduzione significativa dei consumi energetici e delle emissioni di gas serra.
Esistono diverse misure che le imprese energivore possono adottare per migliorare l’efficienza energetica:
- Sostituire le vecchie tecnologie con nuove tecnologie più efficienti: ad esempio, sostituire i vecchi motori elettrici con motori ad alta efficienza.
- Realizzare interventi di riqualificazione energetica degli edifici: ad esempio, migliorare l’isolamento termico degli edifici e installare impianti di riscaldamento e raffreddamento più efficienti.
- Adottare sistemi di gestione dell’energia: ad esempio, implementare un sistema di gestione ISO 50001.
- Acquistare energia da fonti rinnovabili: ad esempio, installare pannelli fotovoltaici sul tetto dell’azienda o stipulare un contratto di fornitura di energia elettrica verde.
L’efficientamento energetico è un investimento che può portare a un ritorno economico positivo in termini di riduzione dei costi e di aumento della competitività.
Fonti dati:
- ENEA – Agenzia nazionale per le nuove tecnologie, l’energia e lo sviluppo economico sostenibile: https://context.reverso.net/traduzione/italiano-inglese/non+valido
- Ministero dello Sviluppo Economico: https://context.reverso.net/traduzione/italiano-inglese/non+valido
- GSE – Gestore dei Servizi Energetici: https://context.reverso.net/traduzione/italiano-inglese/non+valido
Note:
- La lista delle imprese energivore non è esaustiva.
- La distribuzione delle imprese energivore sul territorio nazionale è soggetta a variazioni nel tempo.
- L’efficientamento energetico è un processo continuo che richiede un impegno costante da parte delle imprese.
Fattori che influiscono sul consumo energetico
Il calo del consumo energetico residenziale del 2,5% nel 2022 rispetto al 2021 può essere attribuito a diverse cause:
Fattori economici
- Aumento dei prezzi dell’energia: Il forte aumento dei prezzi del gas naturale e dell’energia elettrica ha spinto i cittadini a ridurre i consumi per contenere le spese.
- Riduzione del potere d’acquisto: La crisi economica ha ridotto il potere d’acquisto delle famiglie, che hanno quindi dovuto tagliare i consumi non necessari, tra cui quelli energetici.
Fattori climatici:
- Inverno mite: L’inverno 2021-2022 è stato relativamente mite, con temperature medie superiori alla norma. Questo ha comportato un minor utilizzo di riscaldamento e quindi un calo dei consumi energetici.
Fattori comportamentali:
- Maggiore consapevolezza: L’aumento della consapevolezza sull’importanza dell’efficienza energetica e del risparmio energetico ha portato i cittadini ad adottare comportamenti più virtuosi, come ad esempio spegnere le luci quando non utilizzate, utilizzare elettrodomestici a basso consumo energetico e ridurre la temperatura del riscaldamento.
Interventi di efficientamento energetico:
- Bonus e incentivi: Gli incentivi governativi per l’efficientamento energetico degli edifici, come il bonus 110%, hanno spinto molti cittadini a realizzare interventi di riqualificazione energetica, che hanno portato a una riduzione dei consumi energetici.
Diffusione di fonti rinnovabili:
- Installazione di pannelli fotovoltaici: L’aumento del numero di pannelli fotovoltaici installati sulle abitazioni ha portato a un autoconsumo di energia elettrica e a una riduzione del consumo di energia dalla rete elettrica.
E’ importante sottolineare che il calo del consumo energetico residenziale del 2022 è stato un fenomeno positivo, che ha contribuito a ridurre la dipendenza energetica dell’Italia e le emissioni di gas serra.
Tuttavia, è necessario continuare ad investire in efficientamento energetico e in fonti rinnovabili per raggiungere gli obiettivi di decarbonizzazione al 2030 e 2050.
Il calo del consumo energetico industriale del 3,1% nel 2022 rispetto al 2021 può essere attribuito a diverse cause:
Fattori economici:
- Rallentamento della crescita economica: Il rallentamento della crescita economica globale ha portato a una riduzione della domanda di beni industriali, con conseguente calo della produzione e dei consumi energetici.
- Aumento dei prezzi dell’energia: Il forte aumento dei prezzi del gas naturale e dell’energia elettrica ha spinto le imprese industriali a ridurre i consumi per contenere i costi di produzione.
Fattori tecnologici:
- Migliore efficienza energetica: L’adozione di tecnologie più efficienti e di sistemi di gestione dell’energia ha permesso alle imprese di ridurre i consumi energetici a parità di produzione.
- Diffusione di energie rinnovabili: L’aumento del numero di imprese che utilizzano fonti rinnovabili per la produzione di energia ha contribuito a ridurre il consumo di energia fossile.
Fattori strutturali:
- Decarbonizzazione dell’industria: Le politiche di decarbonizzazione e gli incentivi per la transizione energetica hanno spinto le imprese industriali a investire in tecnologie a basse emissioni di carbonio, che往往anche più efficienti dal punto di vista energetico.
- Riorganizzazione del settore industriale: La riorganizzazione del settore industriale, con la delocalizzazione di alcune produzioni in paesi con costi energetici più bassi, ha contribuito a ridurre il consumo energetico in Italia.
E’ importante sottolineare che il calo del consumo energetico industriale del 2022 è stato un fenomeno positivo, che ha contribuito a ridurre le emissioni di gas serra e a migliorare la competitività del settore industriale italiano.
In conclusione
Il mercato dell’energia in Italia è dinamico ed in fase di evoluzione. Le sfide poste dalla sicurezza energetica, dalla decarboizzazione e dallo sviluppo delle rinnovabili per sostenere lo sviluppo economico, sociale e tecnologico del Paese e raggiungere gli obiettivi di neutralità climatica al 2050 rendono il settore appetibile agli investimenti.
Gli ambiti più attrattivi sono la ricerca e lo sviluppo di tecnologie innovative per l’efficientamento energetico e la decarbonizzazione, la riduzione dei consumi, l’ampliamento ed il potenziamento delle reti di distribuzione integrate.
Inoltre, è importante monitorare l’andamento dei consumi energetici industriali nel medio-lungo periodo per identificare eventuali trend e per mettere in atto le opportune misure correttive.
Dal punto i vista dell’offerta finale, il mercato dell’energia per le imprese è più libero e competitivo rispetto al mercato per i privati cittadini. Le imprese hanno la possibilità di scegliere tra diverse offerte e fornitori, ottenere prezzi migliori e accedere a servizi di assistenza più completi. Anche se le imprese sono meno tutelate rispetto ai privati cittadini e devono essere in grado di gestire autonomamente i propri consumi energetici.


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